Una pelle artificiale per recuperare il tatto

ADVERTS
cmpm.it
signilight-plus.it
artificialeDalla sua nascita 
il settore delle protesi ha fatto numerosi passo on avanti, tanto che oggi esistono arti artificiali che possono essere addirittura controllati direttamente con il cervello, come se fossero vere mani o braccia. Purtroppo il tentativo di dotare queste protesi di un vero e proprio senso del tatto è risultato essere un`impresa molto complicata. Oggi, però, un nuovo materiale in grado di percepire il calore, la pressione e l`umidità potrebbe letteralmente rivoluzionare il mondo della protesica.
 
Frutto della collaborazione tra ricercatori coreani e statunitensi, la nuova pelle artificiale è formata da un polimero dotato di proprietà elastiche e capacità sensoriali simili a quelle della cute. Come descritto sulle pagine di Nature Communications, al suo interno è presente una fitta rete di sensori ultrasottili fatti di oro e silicone. Quest`ultimo è utilizzato per formare serpentine in grado di allungarsi per donare alla pelle artificiale un`elasticità simile a quella della pelle umana. Non solo, in punti diversi della pelle artificiale le serpentine hanno forme differenti che conferiscono un`elasticità variabile, così come è variabile quella di punti diversi di una mano o di un braccio. “Con questi sensori ad alta risoluzione su un dito è possibile avere la stessa sensazione tattile che sarebbe trasmessa al cervello dalla mano normale”, spiega Roozbeh Ghaffari, coautore dello studio. Ma non finisce qui. Per rendere il materiale più realistico i ricercatori hanno aggiunto anche uno strato in grado di mantenere all`incirca la stessa temperatura della pelle umana.
 
ADVERTS
Studi condotti 
sui ratti hanno dimostrato che la pelle permette di scatenare delle reazioni nella parte del cervello deputata alla ricezione degli stimoli sensoriali. Al momento non è però possibile dire se gli animali abbiano percepito le sensazioni di calore, di pressione e di umidità. Lo scoglio più grande da superare resta proprio riuscire a creare connessioni forti e durature con il sistema nervoso umano, in modo che chi utilizzerà questa nuova pelle artificiale possa davvero percepire le sensazioni tattili. “Questa dimostrazione di `esercizio di stile` è interessante – commenta Dustin Tyler, docente di ingegneria biomedica alla Case Western Reserve University di Cleveland – ma c`è ancora molto lavoro duro da fare per dimostrare la solidità e le prestazioni necessarie per tradurre questo dispositivo nella protesi di una mano utilizzabile”.
 
Fino ad oggi il miglior risultato ottenuto nel settore è stato ottenuto proprio da Tyler e collaboratori, che hanno messo a punto un`interfaccia in grado di ripristinare la percezione delle sensazioni attraverso sensori che hanno permesso a un uomo di controllare la sua mano artificiale per afferrare una ciliegia senza finire per schiacciarla involontariamente.